MONS. ZOLLITSCH: “GESÙ NON È LA VITTIMA SACRIFICALE IMMOLATA DAL PADRE”. E LA DESTRA CATTOLICA INSORGE



ADISTA n°49 del 9.5.2009

 

34994. FRIBURGO-ADISTA. La morte di Gesù non è stato un atto di redenzione di Dio per liberare gli uomini dal peccato e aprire loro le porte del cielo. Lo ha affermato, provocando reazioni accese nella “destra” cattolica, il presidente della Conferenza episcopale tedesca e arcivescovo di Friburgo, mons. Robert Zollitsch, nel corso di un’intervista al programma “Horizonte” dell’emittente televisiva tedesca Hessischer Rundfunk, l’11 aprile scorso, Sabato santo. Cristo, ha detto Zollitsch, “non è morto per i peccati del popolo, come se Dio avesse preparato un’offerta sacrificale, come un capro espiatorio”; piuttosto, Gesù ha offerto “solidarietà” ai poveri e ai sofferenti: “È questa la grande prospettiva, questa tremenda solidarietà”, ha detto. Alla domanda dell’intervistatore, Meinhard Schmidt-Degenhard, “lei non direbbe più che Dio ha dato suo figlio perché noi umani eravamo nel peccato? Non userebbe più questi termini?”, il presidente dei vescovi tedeschi ha risposto chiaramente: “No”.

Dio, ha continuato Zollitsch, “ha concepito suo figlio in solidarietà con noi fino alla sua morte come dicendo: ‘Siete così importanti per me, che io vengo con voi, io sono totalmente con voi in ogni situazione’”: “Si è coinvolto con me per solidarietà, per libera volontà”.

Questa posizione di mons. Zollitsch, considerato un “progressista” nell’ambito della Chiesa tedesca per alcune sue posizioni di apertura sui temi del celibato sacerdotale (“teologicamente non necessario”), e delle unioni civili omosessuali, ha suscitato aspre reazioni in seno all’ala più conservatrice della Chiesa. Il suo intervento, tacciato di “teologia fai da te”, è rimbalzato di sito in sito e di blog in blog dentro e fuori dalla Germania (come su quello in lingua inglese Lifesitenews) ed è stato raffrontato con quanto afferma in proposito il Catechismo della Chiesa cattolica che, all’articolo 613, descrive la morte di Cristo come “sacrificio pasquale che compie la definitiva redenzione degli uomini attraverso l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo”; si chiede poi di inviare lettere di protesta alla Congregazione per la Dottrina della Fede e a quella per i Vescovi e persino (come si legge sul blog tradizionalista Wxre, in lingua italiana) di suggerire una visita apostolica “(e non solo) da quelle parti”. Di più: il blog conservatore Fides et forma suggerisce a Zollitsch che “il solidarismo è un concetto cardine di una dottrina filosofica e spiritualista particolarmente ostile al cattolicesimo”. Non solo: ai lefebvriani tedeschi – ostili a Zollitsch per la posizione critica di quest’ultimo sulla revoca della scomunica ai quattro vescovi integristi – non è parso vero di poter restituire al mittente l’accusa di negazionismo a loro rivolta e l’invito ad osservare le acquisizioni del Vaticano II e, con una dichiarazione ufficiale di p. Franz Schmidberger, superiore del distretto tedesco della Fraternità S. Pio X, hanno chiesto a Zollitsch di ritrattare la sua negazione del valore espiatorio del sacrificio di Cristo, da considerare formalmente “eretica”. (ludovica eugenio)