Gideon Levy: Israele preferisce il sangue alle fragole

 

di Gideon Levy

 

 il manifesto del 8 agosto 2014

 

Quelli di Hamas sono tutti bestie? Ammettiamo pure che sia vero, ma tanto l stanno e l restano, e lo pensa anche Israele. Quindi, perch non ascoltarli?, ha scritto qualche giorno fa Gideon Levy, noto editorialista del quotidiano israeliano Haaretz, a commento del rifiuto categorico del governo Netanyahu di prendere in considerazione le richieste presentate da Hamas per andare a un cessate il fuoco permanente. Dopo che abbiamo detto tutto ci che c da dire sul conto di Hamas esorta Levy che integralista, che crudele, che non riconosce Israele, che spara sui civili, che nasconde munizioni dentro le scuole e gli ospedali, che non ha fatto niente per proteggere la popolazione di Gaza, dopo che stato detto tutto questo, e a ragione, dovremmo fermarci un attimo e ascoltare Hamas. Potrebbe perfino esserci consentito metterci nei suoi panni e forse addirittura apprezzare laudacia e la capacit di resistenza di questo nostro acerrimo nemico, in circostanze durissime.

Invece, nota il giornalista, Israele preferisce tapparsi le orecchie davanti alle richieste della controparte, anche quando queste richieste sono giuste e corrispondono agli interessi sul lungo periodo di Israele stesso. Israele preferisce colpire Hamas senza piet e senza alcun altro scopo che la vendetta. Stavolta particolarmente chiaro: Israele dice di non voler rovesciare Hamas (perfino Israele capisce che se lo fa si ritrover sulla porta di casa la Somalia, altro che Hamas), ma non disponibile ad ascoltare le sue richieste.

La settimana scorsa, ricorda Levy, sono state pubblicate, a nome di Hamas e della Jihad islamica, dieci condizioni per un cessate il fuoco che sarebbe durato dieci anni. Possiamo anche dubitare che le richieste arrivassero davvero da quelle due organizzazioni, ma comunque erano una buona base per un accordo. Tra di esse non ce nera neanche una che fosse priva di fondamento Hamas e la Jihad islamica chiedono libert per Gaza. C forse una richiesta pi comprensibile e lecita?.

Leggete lelenco delle richieste esorta il giornalista di Haaretz e giudicate onestamente se tra di loro ce ne sia anche una sola ingiusta: ritiro dellesercito israeliano e autorizzazione dei coltivatori a lavorare le loro terre fino al muro di sicurezza; scarcerazione di tutti i prigionieri rilasciati in cambio della liberazione di Gilad Shalit e poi arrestati; fine dellassedio e apertura dei valichi; apertura di un porto e di un aeroporto sotto gestione Onu; ampliamento della zona di pesca; supervisione internazionale del valico di Rafah; impegno da parte di Israele a mantenere un cessate il fuoco decennale e chiusura dello spazio aereo di Gaza ai velivoli israeliani; concessione ai residenti di Gaza di permessi per visitare Gerusalemme e pregare nella moschea Al Aqsa; impegno da parte di Israele a non interferire con le decisioni politiche interne dei palestinesi, vedi la creazione di un governo di unit nazionale; infine, apertura della zona industriale di Gaza La verit (amara) che tutti se ne fregano di Gaza quando non spara missili contro Israele. Guardate la sorte toccata a quel dirigente palestinese che ne aveva abbastanza delle violenze, Abu Mazen: Israele ha fatto tutto quanto in suo potere per distruggerlo. E qual la triste conclusione? Funziona solo la forza.

Contrariamente a ci che tenta di spacciare la propaganda israeliana scrive Levy i missili (di Hamas) non sono mica piovuti dal cielo senza motivo. Basta tornare indietro di qualche mese: rottura delle trattative da parte di Israele; guerra contro Hamas in Cisgiordania in seguito allassassinio dei tre studenti di un seminario rabbinico dubbio che lo abbia pianificato Hamas e arresto di 500 suoi attivisti con false accuse; blocco dei pagamenti degli stipendi ai lavoratori di Hamas a Gaza e opposizione di Israele al governo di unit nazionale, che forse avrebbe potuto ricondurre Hamas entro lagone politico. Chiunque pensi che Hamas avrebbe potuto incassare senza batter ciglio, probabilmente soffre di arroganza, autocompiacimento e cecit.Un porto a Gaza, cos che possa esportare le sue ottime fragole? Agli israeliani suona come uneresia. Qui, ancora una volta, si preferisce il sangue (palestinese) alle fragole (palestinesi).

 

(traduzione di Marina Astrologo)