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Il Papa dei poveri e i burocrati sordi

 

di Marco Politi

 

il Fatto Quotidiano del 26 novembre 2014

 

C un passaggio nellappassionato discorso di Francesco al Parlamento europeo di Strasburgo, che riassume la filosofia politica e religiosa del pontefice argentino: Siete chiamati a prendervi cura della fragilit delle persone e dei popoli. Un appello spirituale e al tempo stesso profondamente realistico a farsi carico della condizione pi marginale e angosciante di individui e nazioni e ungerla di dignit.

IL DISCORSO del Papa il pi lungo mai pronunciato in una sede politica , al fondo, fortemente laico nellilluminare le piaghe della crisi attuale. Il modello funzionalista, tecnocratico e privatista delleconomia. La cultura dello scarto, con gli esseri umani trattati come oggetti da utilizzare e buttare. Lo svuotamento della democrazia, sottoposta alla pressione di un potere finanziario sovranazionale al servizio di imperi sconosciuti. La mancanza di lavoro e di dignit del lavoro e lincombere di un meccanismo mirato allo sfruttamento delle persone. La sordit dinanzi alla questione delle migrazioni.

 

Un giro dorizzonte amplissimo, contrassegnato dai dati reali di un disagio di massa che la classe politica rimuove sistematicamente. Una ricognizione popolata di volti umani, cancellati costantemente dalla scena mediatica, se non nellagitazione temporanea della tragedia consumata sugli schermi televisivi in 24 ore. Un discorso che ha insistito su unaltra grande malattia della societ europea contemporanea (e non solo europea). Quella solitudine che si vede negli anziani abbandonati al loro destino, nei giovani privi di punti di riferimento e di opportunit per il futuro, nei numerosi poveri che popolano le nostre citt, negli occhi smarriti dei migranti venuti in cerca di un futuro migliore.

 

Matteo Renzi titolare della presidenza dellUnione per pochi mesi assisteva in prima fila compunto e alieno. Che contatto poteva esserci tra chi, su un palcoscenico decorato di biciclette e finti banconi da falegname, declama esaltato che il posto fisso non c pi, quasi fosse un trofeo le urla gioiose di fan isterici ignari delle angosce di milioni di individui in carne e ossa e un uomo sobrio e pacato che indica il punto di rottura della nostra societ? Che lunghezza donda condivisa pu esistere tra chi fugge dai luoghi del dolore e della disperazione (si chiamino Genova, Giambellino o Tor Sapienza) e un vecchio prete aduso alle baraccopoli?

 

Ma Renzi, in realt, solo la maschera di una casta politica, che chiude gli occhi davanti alla scena drammatica di una societ, che si va spezzando. Perch tra il discorso di Strasburgo di Francesco e la realt italiana emersa esplosivamente in queste settimane, c una robusta connessione logica. Laddove si accantona un progetto politico di giustizia e solidariet, di legalit e di inclusione sociale, laddove si rompe il legame tra diritti e rispetto dei doveri e impegno per il bene comune, non pu che esplodere la guerra dei poveri, il rigurgito razzista, la mobilitazione xenofoba, la mobilitazione autoritaria contro lAltro, lo scatenamento dei clan delinquenziali di varia provenienza e di vario colore.

 

IL FENOMENO Salvini in Emilia Romagna, il coagularsi sulla scena italiana con percentuali consistenti di una destra antieuropea, antisolidale e culturalmente violenta non pu che prosperare a fronte dello sfascio dello Stato e del disinteresse civile praticato dai boiardi politici. I disperati delle case popolari di Milano, vessati dalle occupazioni abusive, la popolazione di Tor Sapienza esasperata dal degrado e dalla sopraffazione quotidiana di marca nostrana o straniera, non sono di destra, ma piuttosto le vittime e lo spazio su cui si scaricano i disastri di una politica, che non vuole pi occuparsi della questione sociale, che sfrutta egualmente italiani e stranieri in lavori sottopagati e con falsi contratti, che ha rinunciato equanimemente a pretendere legalit da delinquenti italiani e stranieri (e specialmente dai potenti nostrani in colletto bianco), che non ha uno straccio di concetto di politica dellimmigrazione n di repressione dei mercanti di schiavi, che non sa pi cosa sia un progetto sociale per la casa e unurbanizzazione armonica.

 

CHIUSA la Tv, si riprenda domani in mano il discorso di Francesco e ci si domandi: unItalia spezzata, rancorosa, sfiduciata, aggressiva, asociale, non-europea, nemica dellAltro quella che vogliamo?