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Soffiare sul fuoco

 

di Zvi Schuldiner

 

 

 il manifesto del 19 novembre 2014

 

mattina presto; in una sinagoga di Gerusalemme i fedeli hanno iniziato le preghiere del giorno. Due palestinesi armati di coltelli e di una pistola irrompono e uccidono quattro persone, ferendone altre sette od otto, prima di essere uccisi dalla polizia sopraggiunta.

 

Gioved scorso Washington aveva fatto pressione sul primo ministro Netanyahu, e questi si era recato ad Amman con Abu Mazen. In realt, protagonisti dellincontro erano stati il re di Giordania Abdallah, il segretario di Stato americano John Kerry e il primo ministro israeliano, mentre Abu Mazen aveva partecipato ad accordi bilaterali. Chi vuole capire qualcosa di quel che sta succedendo deve fare attenzione alla successione degli eventi.

 

Il governo israeliano aveva annunciato che il giorno successivo la moschea di Al Aqsa sarebbe stata aperta a tutti senza limiti di et. Sono dunque arrivati oltre 40mila musulmani, senza alcun incidente. Quando la repressione diminuisce, si riduce anche la reazione alla repressione stessa.

 

Il governo israeliano attraversa una fase di profonda crisi relativa allapprovazione del bilancio, ai malumori interni alla coalizione e alla paranoia di Netanyahu, convinto che si stia congiurando contro di lui. Tutto questo cresciuto negli ultimi quattro o cinque giorni, che sono stati di una tranquillit molto relativa. Grazie alla criminale stupidit di due palestinesi, la crisi sar dimenticata e si potr allegramente alimentare il fuoco che sta divampando. Per Hamas, gi contento dei limitati progressi nei tentativi di evitare una crisi umanitaria nella Striscia di Gaza, in conseguenza dellultima guerra israeliana, lattacco (ma che potrebbe essere per un atto scellerato dellassai debole Fronte popolare al quale appartenevano i due giovani attentatori) unottima occasione per congratularsi con gli eroi che liquidano nemici sionisti nelle sinagoghe, rispondendo in questo modo ai crimini israeliani.

 

Hamas, assai indebolito, oggetto di nuove accuse da parte del Cairo per la presunta partecipazione allattacco nel quale sono rimasti uccisi 30 militari egiziani, rischia di nutrirsi di cadaveri come i corvi; diversi suoi portavoce si sono rallegrati per questatto che avr ampie ripercussioni. Le immagini degli abiti religiosi macchiati di sangue, i cadaveri dei quattro rabbini uccisi in sinagoga: il crimine ha un profondo potere evocativo. A parte il significato in s, anche un regalo, un grande regalo ai fratelli simbolici: i fondamentalisti israeliani. Lodio degli uni alimenta quello degli altri, scatenando una catena di fuoco che pu bruciare tutti.

 

Non sufficiente analizzare il contesto politico e ovviamente bisogna subito fare una considerazione chiara e netta: sono quotidiani i crimini delloccupazione israeliana, come la politica sciovinista e fondamentalista del governo di Tel Aviv e dei suoi alleati, ma questo non pu giustificare delitti come quello di ieri a Gerusalemme, n lantisemitismo che prende piede in Europa.

 

Non solo sono atti brutali sul piano morale e politico ma, e gli effetti sarebbero ancor pi gravi, minacciano di convertire il conflitto israelo-palestinese che un conflitto nazionale e politico, e pu, deve trovare soluzione in un conflitto religioso, islamico-ebraico, che non consente invece accordi ed insolubile. Lanalisi del conflitto e delle sue implicazioni non pu attenuare la condanna di simili atti. Ma chiariamo bene una cosa: lesplicita condanna di attacchi criminali come questo non pu giustificare i crimini israeliani, quelli degli ultimi mesi e settimane e quelli che verranno e c gi chi reclama vendetta.

 

La creazione di un governo palestinese di unit nazionale era stata un segnale di pericolo per il governo israeliano: mentre le discussioni con un presidente palestinese debole Abu Mazen potevano andare avanti allinfinito senza minacciare il progetto coloniale israeliano, un governo di unit nazionale poteva preludere a negoziati seri. Il rapimento e lassassinio di tre giovani israeliani sono stati un regalo per il governo di Tel Aviv che ha cos potuto avviare una violenta repressione in Cisgiordania e in seguito la guerra di Gaza, con oltre duemila morti fra i palestinesi.

Lepisodio ha anche sciolto i freni inibitori a criminali razzisti ebrei; lassassinio di un giovane palestinese a Gerusalemme per vendicare il sequestro ha innescato la miccia dellincendio che divampato in citt in questi ultimi mesi.

 

Il Monte del Tempio per gli ebrei, sulla cui spianata sorge la moschea di Al Aqsa, per la maggior parte dei rabbini un luogo al quale gli ebrei non devono accedere, ma per alcuni ristretti gruppi fondamentalisti, privi di importanza fino a poco tempo fa, sarebbe il luogo dove ricostruire il Tempio, distrutto nellanno 70 (d. C.). Lestrema destra israeliana ha subito colto loccasione per infiammare la citt, e rendere impossibili negoziati che erano possibili; deputati e politici hanno iniziato ad arrivare al Monte con dichiarazioni veementi contro lo status quo che assicura ai musulmani il controllo dellarea.

 

Debole e inefficace, il governo israeliano continua a nutrirsi di provocazioni e incitamenti razzisti; ogni attacco palestinese uneccellente occasione per gettare altra benzina sul fuoco. In Europa e nel mondo si susseguono le condanne.

 

Oggi stigmatizzano i palestinesi irresponsabili che con un crimine vergognoso hanno fatto il gioco di Netanyahu; domani lo faranno rispetto ai fondamentalisti dellIsis, che pure sono un prodotto evidente delle guerre criminali avviate dal grande impero statunitense. Occorrerebbe invece iniziare unazione reale a favore della pace, senza le menzogne, lipocrisia e il cinismo che contribuiscono a tragedie sanguinose, nella regione, o in Ucraina, e ovunque.