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L’effetto Stranamore: come ci stanno convincendo ad accettare un’ altra guerra mondiale

 

Di  John Pilger

 

http://www.lewrockwell.com/2014/04/john-pilger/the-strangelove-effect/ 19.04.2014

 traduzione Bosque Primario.

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13261

 

 

L’altro giorno mi sono rivisto il  Dr. Stranamore . L’avrò visto forse una dozzina di volte, rende bene il concetto delle notizie senza senso. Quando il maggiore T.J. “King” Kong va “ in punta di piedi con i Rooskies” e vola con il suo bombardiere nucleare B-52 verso un obiettivo in Russia, lascia al gen. “Buck” Turgidson il compito di rassicurare il Presidente.

- “Dovremo essere i primi a sparare” – dice il generale – ” e ne potremo ammazzare massimo 10- 20 milioni, non di più“.
- Il Presidente Merkin Muffley : 
“Non mi farete passare alla storia come il più grande genocida dopo Adolf Hitler .”
- Generale Turgidson : 
“Forse potrebbe essere meglio, signor Presidente , se Lei fosse più interessato al bene del popolo americano che a come Lei sarà ricordato nei libri di storia “

Il genio del film di Stanley Kubrick è che ha rappresentato con precisione la follia e i pericoli della guerra fredda. La maggior parte dei personaggi sono basati su persone reali e maniaci veri. Oggi non c’è niente che equivalga a  Stranamore, perché la cultura popolare ormai guarda quasi esclusivamente dentro la propria vita interiore, come se l’identità personale fosse lo spirito della morale dominante e la satira, quella vera, superi la realtà; ma i pericoli restano gli stessi. L’orologio nucleare è rimasto fermo a cinque minuti a mezzanotte e sventolano ancora le stesse “false flag”(operazioni condotte sotto falsa bandiera, ndt) con gli stessi obiettivi dettati dallo stesso “governo invisibile”, come spiegò Edward Bernays, l’inventore delle pubbliche relazioni, quando descriveva cos’è la propaganda moderna.

Nel 1964, l’anno di Stranamore, la “false flag” era il “missile gap”. Allora per poter produrre più armi, ancora più potenza nucleare e per perseguire una politica di non-dichiarata supremazia, il Presidente John Kennedy approvò la linea di propaganda proposta dalla CIA, che convinse l’opinione pubblica che l’Unione Sovietica era molto avanti nella produzione di missili balistici intercontinentali rispetto agli USA. Questa  notizia riempì le prime pagine e si inventò la “minaccia russa“. In realtà, gli americani erano tanto avanti nella produzione di missili balistici intercontinentali che i russi non avrebbero mai potuto raggiungerli. La guerra fredda si fondò in gran parte su questa bugia.

Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, gli USA hanno circondato la Russia con basi militari, aerei da guerra nucleari e missili, come parte del “progetto di allargamento NATO“. Rinnegando la promessa USA fatta al Presidente dell’Unione Sovietica Mikhail Gorbaciov, nel 1990, che la Nato non si sarebbe più estesa nemmeno “di un pollice verso Est”, la Nato però ha fatto di tutto per riprendersi l’Europa orientale. Nel Caucaso sovietico sono presenti le forze militari della NATO più massicce dalla seconda guerra mondiale.

Lo scorso mese di febbraio, gli USA hanno messo a punto uno dei loro favolosi “colpi per procura” contro il governo dell’Ucraina, regolarmente eletto; le truppe d’assalto però, stavolta, erano fasciste. Per la prima volta dal 1945 un partito nazista, apertamente antisemita ha preso il controllo delle aree chiave del potere statale in una capitale europea. Non c’è stato un solo leader dell’Europa occidentale che abbia condannato questa rinascita del fascismo ai confini della Russia. Trenta milioni di russi morirono quando i nazisti di Hitler invasero il loro paese e questi erano appoggiati dall’esercito ribelle ucraino, l’UPA, che si rese responsabile di tanti massacri di ebrei e polacchi. L’UPA era il braccio armato che ispira oggi il partito Svoboda.

Dal putsch di Washington a Kiev – e la risposta inevitabile di Mosca nella Crimea russa, per proteggere la sua Flotta del Mar Nero – la provocazione e l’isolamento della Russia hanno sostituito nelle notizie la “minaccia russa” (del 1964).

E’ una propaganda fossilizzata (sempre la stessa, ma funziona). Il Generale Breedlove, dell’ US Air Force che gestisce la NATO in Europa – per non essere da meno – ha dichiarato di essere in possesso di immagini che mostrano truppe russe di 40.000 uomini che sono “ammassate” sul confine con l’Ucraina. La stessa affermazione che fece Colin Powell, quando disse di avere delle fotografie di armi di distruzione di massa in Iraq. Quello che è certo è che quegli avvoltoi che girano intorno a Obama, quelli che hanno provocato lo sconsiderato colpo di Stato in Ucraina e che hanno fatto scoppiare una guerra civile, hanno attirato Vladimir Putin in una trappola.

Ancora nella scia di una furia che continua da 13 anni, quella furia che cominciò in Afghanistan, ben dopo che Osama Bin Laden era fuggito, quella che poi sempre con una “false flag” ha distrutto l’Iraq, quella che ha inventato la “canaglia nucleare” dell’Iran, quella che ha consegnato la Libia ad una forma di anarchia hobbesiana e che ha sostenuto gli jihadisti in Siria, gli Stati Uniti hanno trovato finalmente una nuova guerra fredda per concludere la loro campagna mondiale di omicidi e terrore, fatta adesso con l’uso dei droni.

Un Piano d’azione per l’adesione alla NATO ( MAP) – orchestrato direttamente dalla stanza della guerra di Stranamore – è stato un regalo del generale Breedlove alla nuova dittatura in Ucraina. Un “Attacco a Tridente” porterà le truppe USA sul confine russo dell’Ucraina e una ” Brezza di Mare” metterà navi da guerra americane a vista nei porti russi. Allo stesso tempo, i giochi di guerra della NATO in tutta l’Europa orientale serviranno a intimidire la Russia. Non è difficile immaginare quale sarebbe stata la reazione se questa follia fosse avvenuta a ruoli invertiti !

Se tutto questo fosse successo ai confini dell’America. Potrebbe essere una battuta del gen. “Buc” Turgidson.
E poi c’è la Cina. Il 24 aprile, il Presidente Obama inizierà un tour in Asia per promuovere il suo “Pivot in Cina” . L’obiettivo è quello di convincere i suoi “alleati” nella regione, principalmente il Giappone, a 
riarmarsi e a prepararsi per una eventuale possibilità di guerra con la Cina . Entro il 2020, quasi i due terzi di tutte le forze navali statunitensi in tutto il mondo saranno trasferite nella zona Asia-Pacifico. Dopo la seconda guerra mondiale, questa è la più grande concentrazione militare in quella vasta regione.
In un arco che si estende dall’Australia al Giappone, la Cina dovrà affrontare missili e bombardieri nucleari USA. Una base navale strategica è in costruzione sull’isola coreana di 
Jeju a meno di 400 km dalla metropoli cinese di Shanghai, il cuore industriale dell’ unico paese il cui potere economico sta per superare quello degli Stati Uniti. Il ” Pivot” di Obama è stato progettato per minare l’influenza della Cina nella regione. È come se fosse cominciata un’altra guerra mondiale, ma con altri mezzi.
Ma questa non è una fantasia di Stranamore. Il Segretario alla difesa di Obama, Charles ” Chuck” Hagel , è stato a Pechino la scorsa settimana per consegnare un avvertimento minaccioso: la Cina, come la Russia, potrebbero trovarsi isolate e in pericolo di guerra se non si piegheranno alle richieste degli Stati Uniti. Si è fatto un paragone tra l’annessione della Crimea con la ben più complessa disputa territoriale che ha in atto la Cina con il Giappone su delle isolette disabitate nel Mar Cinese Orientale.

“Non puoi andare in giro per il mondo” – ha detto Hagel con la faccia seria – “violando la sovranità delle nazioni con la forza, la coercizione o l’intimidazione”. Come se tutto quel massiccio movimento di forze navali e di armi nucleari americane in Asia, fossero “un segno di assistenza umanitaria che l’esercito statunitense si sta preparando a elargire”.

Obama adesso è alla ricerca di un buco nel budget che permetta di arrivare a possedere ancora più armi nucleari del massimo storico raggiunto durante la guerra fredda: appunto l’era di Stranamore. Gli Stati Uniti proseguono con la loro eterna ambizione di dominare il continente eurasiatico, quella terra che si estende dalla Cina all’Europa: è un “destino scintillante”  che bisognerà realizzare con la forza.