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SPIRITUALITA'

E' pericoloso credere in Dio - di Juan Luis Herrero Del Pozo - Il pensiero magico di una fede  tradizionalista ci restituisce un Dio falso - da ADISTA n°49 - 10.7.2004  

Spiritualità - Se il cielo si sposa con la terra  di Leonardo Boff - da ADISTA n° 32 del 21.3.2009


“Oggi non ho più di questi sogni”, dice il cardinale  - di Pedro Casaldáliga - da ADISTA n° 29 del 14.3.2009

LA NOTTE VIGILE DEI POVERI  di Pedro Casaldáliga e José María Vigil ADISTA n°89 del 12.9.2009

Una profezia nella voce dell’universo. Un’alleanza tra scienza e fede per salvare la vita sulla terra. Le voci del cosmo: frammento di nuove rivelazioni  di Marcelo Barros da ADISTA n° 2 del 9.1.2010

Se la vita è senza fede di Vito Mancuso in “la Repubblica” del 26 febbraio 2010 - Lo ribadisco: un uomo nell’intimo della sua coscienza può escludere esplicitamente ogni riferimento al divino e al contempo vivere nel modo più autentico, cioè servendo il bene, la giustizia, la ricerca della verità, la bellezza. E viceversa un uomo può professarsi credente, magari rivestirsi di sontuosi paramenti, e tuttavia rappresentare la negazione più drammatica del bene e della giustizia: la storia della Chiesa offre migliaia di esempi al riguardo

L’amore che feconda l’universo. Il libro di Marcelo Barros su ecologia e spiritualità di Claudia Fanti ADISTA n°  del - i diversi percorsi spirituali possiedono tradizioni, credenze e intuizioni che possono offrire un importante contributo al consolidamento di una cultura di pace e di comunione con l’universo. Di certo, “l’impegno di una religione nei confronti della sostenibilità socio-ambientale e della giustizia oggi è il criterio per la sua credibilità”.

La materia non esiste, tutto è energia  di Leonardo Boff  - ADISTA n* 89 del 20.11.2010 - Non c'è nessuna teoria scientifica, sottolinea Boff, che definisca questa energia di fondo. Ma essa costituisce forse “la migliore metafora di quello che significa Dio”.

Homo homini frater  di Vito Mancuso ADISTA n° 90 del 3/12/2011- Quello che io sostengo è l’homo homini frater. La possibilità, cioè, di guardare l’altro e scoprire in lui non un nemico e neppure un dio, ma un fratello